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Diritto 15 Giugno 2022

Diritti doganali e decorrenza della prescrizione

Il termine di prescrizione triennale per le violazioni doganali, in mancanza di elementi che consentano di definire il momento di sottrazione della merce ai vincoli daziari, va assunto tenuto conto dell’accertamento del fatto.

Se non esiste un chiaro riscontro probatorio che consenta di accertare la data di acquisizione di merce, sottratta ai dovuti vincoli daziari, mediante la documentazione della data di acquisizione della proprietà di tali beni, o la prova di immissione al consumo in ambito domestico, il “dies a quo” da considerare per il sorgere della correlata obbligazione tributaria va assunto attingendo alla data dell’accertamento del fatto, ai sensi dell’art. 36 D.P.R. 43/1973. Tale principio è stato recentemente affermato dalla Suprema Corte di Cassazione (Cass. CIv. Sez. VI) con l’ordinanza 1.06.2022, n. 17801. La vicenda trae spunto dalle doglianze di un contribuente che lamentava la decorrenza della prescrizione triennale dei diritti doganali, ritenendo decorso il termine prescrizionale in argomento. La difesa del contribuente lamentava, in particolare, il fatto che per le violazioni doganali tale termine dovesse considerarsi decorrente dal momento in cui la merce è stata indebitamente sottratta ai vincoli doganali o comunque non è stata presentata alle verifiche doganali nei termini prescritti: rileverebbe pertanto la data dell’acquisto e non già il momento dell’accertamento di un'eventuale fattispecie evasiva. Nel caso in esame, i beni oggetto di contestazione doganale erano stati reperiti nel corso di una perquisizione operata nel domicilio del contribuente. In tale contesto, non risultava fornita...

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