RICERCA ARTICOLI
Lavoro 31 Agosto 2022

Diritto alla pensione per inabilità permanente ed assoluta

Gli iscritti presso le gestioni amministrate dall’Inps possono ottenere il trattamento pensionistico nell’ipotesi in cui sia riconosciuta in modo permanente l’inabilità a qualsiasi attività lavorativa.

Nell’ipotesi in cui il lavoratore si trovi in condizioni di salute tali da determinare un'assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa, può sussistere il diritto a un particolare trattamento previdenziale: la pensione di inabilità. Questa pensione spetta (L. 222/1984) alla generalità degli iscritti all’Inps e può essere ottenuta anche in regime di cumulo (art. 1, c. 239 e ss., L. 228/2012; D. Lgs. 184/1997) e di totalizzazione (D. Lgs. 42/2006). Non deve essere confusa con la cd. pensione per inabilità civile di cui alla L. 118/1971: quest’ultima, infatti, è una prestazione di assistenza, non legata a requisiti contributivi e assicurativi; è riconosciuta sulla base di differenti condizioni sanitarie, nonché di specifici requisiti economici. Requisiti - La pensione di inabilità è riconosciuta, nello specifico, se si possiedono i seguenti requisiti: riconoscimento dell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa; almeno 5 anni di contribuzione, di cui 3 accreditati nel quinquennio precedente la domanda di trattamento; come osservato, per raggiungere questo requisito sono ammessi sia il cumulo che la totalizzazione. Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, l’art. 2, c. 12, L. 335/1995 prevede il diritto a conseguire la pensione di inabilità sulla base dei medesimi...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.