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Diritto privato, commerciale e amministrativo 22 Ottobre 2026

Diritto alla riparazione: più tutele e obblighi per imprese e venditori

Il D.Lgs. 176/2026 introduce nel Codice del consumo nuove regole per favorire la riparazione dei beni: obblighi dei fabbricanti, informazioni sui costi, garanzia più lunga e sanzioni per chi non rispetta le disposizioni.

Riparare anziché sostituire: il D.Lgs. 176/2026 recepisce la direttiva (UE) 2024/1799 e rafforza la tutela dei consumatori. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7.10.2026, il provvedimento entra in vigore il 22.10.2026. La disciplina distingue gli interventi fuori dalla responsabilità del venditore dai rimedi per i difetti di conformità.   Fuori dalla garanzia legale, il nuovo titolo II-bis del Codice del consumo prevede che il fabbricante ripari, su richiesta, i beni soggetti alle specifiche europee di riparabilità richiamate nell’allegato II-decies, nei limiti previsti da tali disposizioni. Non nasce, quindi, un obbligo generalizzato per qualsiasi prodotto. La riparazione può essere affidata a terzi e non è dovuta quando risulta impossibile.L’intervento deve essere gratuito o avere un prezzo ragionevole ed essere eseguito entro un tempo ragionevole da quando il fabbricante riceve il bene o vi ottiene accesso. È possibile fornire temporaneamente un bene sostitutivo, gratuitamente o a costo ragionevole; se la riparazione è impossibile, può essere offerto un prodotto ricondizionato. Per i fabbricanti extra UE l’obbligo ricade sul rappresentante autorizzato, in mancanza sull’importatore e, in sua assenza, sul distributore.Anche ricambi e strumenti messi a disposizione devono avere prezzi ragionevoli, tali da non scoraggiare la riparazione. Sono vietati gli ostacoli contrattuali,...

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