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Diritto del lavoro e legislazione sociale 05 Giugno 2026

Diritto sindacale: la disdetta di un contratto collettivo

Dall’uscita dell’azienda dall’associazione datoriale che aveva sottoscritto un contratto integrativo interaziendale alle conseguenze che i Giudici hanno attribuito alla continuazione dell’erogazione degli istituti retributivi in esso contenuti.

La disciplina della contrattazione collettiva non ha di fatto mai avuto una reale attribuzione di efficacia ope legis verso tutti i lavoratori della categoria o del settore interessato (erga omnes), ma si tratta di contratti di diritto comune, che rispondono alle logiche e alle norme che regolano questi ultimi.Nel caso trattato dalla Cassazione (sentenza 19.10.2021, n. 28908), si tratta di erogazioni reclamate da un lavoratore, sulla scorta del fatto che, nonostante l’azienda d’appartenenza avesse operato disdetta di adesione all'associazione nazionale di rappresentanza delle imprese manifatturiere e di servizi (Confindustria), avesse continuato a erogare alcune voci retributive e/o incentivanti e/o indennitarie previste dal contratto integrativo interaziendale (come "ex ristrutturazione salariale", "premio di produzione", "premio di produttività e qualità", "premio di partecipazione - parte fissa", "buoni pasto"), sicché risultava illegittimo il rifiuto di pagare l'ulteriore voce reclamata dal lavoratore e non erogata, vale a dire la parte variabile del premio di partecipazione, previsto appunto dal contratto integrativo interaziendale.Nel corso del procedimento l’azienda si era difesa affermando che, essendo uscita dall’Associazione che aveva concluso il contratto integrativo interaziendale, automaticamente era legittimata alla sua disapplicazione e che, pur avendo continuato autonomamente a erogare molte voci retributive (elementi fissi) da queste derivanti,...

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