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Lavoro 17 Marzo 2023

Distacco transnazionale, il modello A1

Come dimostrare la "regolarità del rapporto di lavoro" in caso di verifica ispettiva per prestazioni di servizi nell’ambito UE.

La disciplina del cosiddetto (per brevità) distacco transnazionale è adottata nel nostro ordinamento tramite il D.Lgs. 136/2016, in attuazione della Direttiva 2014/67/UE. La disciplina delle prestazioni transnazionali merita una particolare attenzione in materia di vigilanza, poiché attraverso tali modalità si rischia la più importante forma di dumping sui costi della produzione del servizio. In particolare, l’attenzione è richiamata alla verifica della correttezza dei rapporti di lavoro nella fase dell'instaurazione e della conduzione. Il primo problema che si presenta in fase di verifica ispettiva è la necessità di comprendere se i lavoratori presenti in una determinata realtà di produzione (cantiere edile, logistica, agricoltura) sono regolarmente assunti. Tale verifica, per i lavoratori operanti nell’ambito di un distacco transnazionale, non è sempre facile, poiché non in tutti i Paesi d’origine è prevista una comunicazione obbligatoria, come invece è previsto dalla normativa italiana. Su questo argomento si è espresso l’ispettorato Nazionale del Lavoro (circolare 15.02.2023, n. 1) con oggetto il D.Lgs. 136/2016 recante “Attuazione della direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15.05.2014, concernente l'applicazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione...

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