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Imposte dirette 13 Maggio 2026

Distribuzione non proporzionale di utili e riserve

La qualificazione fiscale alla luce della risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 90/2026.

Con la risposta all’interpello n. 90/2026, l’Agenzia delle Entrate interviene su un tema di particolare interesse per la prassi professionale, chiarendo il corretto trattamento fiscale delle somme percepite dai soci in caso di distribuzione di utili e riserve deliberata dall’assemblea in misura non proporzionale rispetto alle partecipazioni detenute nel capitale sociale. Il documento assume rilievo soprattutto nelle operazioni in cui la distribuzione differenziata risponde a specifiche esigenze economico-organizzative della compagine sociale.Il caso esaminato riguarda 3 società di capitali socie di una società per azioni, le quali, a seguito di una delibera assembleare che prevede una distribuzione non proporzionale, intendono applicare il regime di parziale esenzione Ires di cui all’art. 89, c. 2 del Tuir anche alla quota di utili ricevuta in eccedenza rispetto alla partecipazione nominale. L’Agenzia, tuttavia, esclude una qualificazione fiscale unitaria delle somme percepite, imponendo una distinzione fondata sulla natura economica delle diverse componenti della distribuzione.Secondo l’Amministrazione Finanziaria, la quota di utili che corrisponde alla partecipazione proporzionale al capitale mantiene la qualificazione di dividendo. Per i soci soggetti a Ires, tale somma concorre alla formazione del reddito imponibile nella misura del 5%, in applicazione del regime di esenzione del 95% previsto dall’art. 89 del Tuir. Diversamente, la parte di utili...

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