RICERCA ARTICOLI
Accertamento, riscossione e contenzioso 21 Luglio 2026

Dividendi non distribuiti nella holding, l’ombra dell’abuso fiscale

Quando i dividendi restano nella holding, il confine tra strategia e abuso si fa sottile. La sostanza economica deve emergere da investimenti mirati, funzioni effettive, responsabilità definite e risultati concreti e verificabili nel tempo.

Il regime fiscale dei dividendi percepiti dalle società di capitali attenua la doppia imposizione economica degli utili societari. Ai sensi dell’art. 89, c. 2 del Tuir, i dividendi ricevuti da tali soggetti sono esclusi dal reddito imponibile Ires per il 95%. La successiva distribuzione al socio persona fisica determina la ritenuta del 26% prevista dall’art. 27, c. 1 D.P.R. 600/1973.Il profilo critico emerge quando la holding percepisce i dividendi e li trattiene senza destinarli a investimenti, funzioni di direzione e coordinamento o altre attività economiche. L’art. 10-bis L. 212/2000 impone allora di verificare se operazioni prive di sostanza economica realizzino essenzialmente un vantaggio fiscale indebito. Occorre stabilire se il differimento dell’imposizione personale rappresenti un effetto fisiologico dell’assetto oppure la sua finalità sostanziale prevalente.L’analisi deve considerare unitariamente il possesso della partecipazione tramite la holding, la percezione dei dividendi e il loro impiego. Il vantaggio contestabile non coincide con l’esclusione del 95% prevista dall’art. 89 del Tuir, che appartiene alla struttura ordinaria dell’Ires. Può invece risiedere nel rinvio indefinito del prelievo sul socio, quando l’assetto non produce effetti economici ulteriori. La scelta del percorso fiscalmente meno oneroso non integra abuso del diritto. L’art. 10-bis, c. 4 tutela la libertà di scelta tra regimi opzionali e operazioni soggette a un...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.