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Diritto 27 Giugno 2022

Divisione di immobile già assegnato al coniuge comproprietario

In caso di attribuzione dell’immobile a uno dei coniugi, occorrerà tener conto della diminuzione del valore commerciale del cespite conseguente all’assegnazione?

In giurisprudenza sulla questione si sono formati due differenti indirizzi interpretativi: secondo un primo orientamento, l’assegnazione del godimento della casa familiare, in sede di separazione personale o divorzio dei coniugi, non dovrebbe essere considerata ai fine della determinazione del valore di mercato dei beni in sede di divisione dell’immobile in comproprietà e ciò, in particolare, quando il bene venga attribuito al coniuge titolare del diritto al godimento sullo stesso: un tale diritto è attribuito nell’esclusivo interesse dei figli e non del coniuge affidatario, sicché decurtandone il valore alla stima del cespite, si realizzerebbe un’indebita locupletazione a favore del medesimo coniuge affidatario, potendo egli, dopo la divisione, alienare il bene a terzi senza alcun vincolo e per il prezzo integrale (Cass. 11630/2001; Cass. 33069/2018). Un’opposta interpretazione ritiene invece che l’esistenza del vincolo derivante dall’assegnazione della casa coniugale e la sua opponibilità a terzi determinerebbe una oggettiva contrazione del valore della proprietà, che si rifletterebbe sulla situazione dominicale del coniuge assegnatario e dei suoi aventi causa, sino a che detto provvedimento non sia modificato, con la conseguenza che nel giudizio di divisione si dovrebbe tener conto della portata di detto provvedimento in termini di incidenza sul valore del bene, e ciò...

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