Decadenza dai regimi agevolati, conseguente recupero delle imposte ordinarie, sanzioni, interessi. E possibile assoggettamento dell’ente alla gestione commissariale: dopo l’emanazione del recente decreto correttivo (D.Lgs. 95/2018) del D.Lgs. 112/2017, la Fondazione nazionale dei commercialisti (FNC) con il CNDCEC, ha emanato il 3.10.2018 un documento che analizza il regime fiscale della nuova impresa sociale, con particolare riferimento alla tassazione agevolata degli utili, ma anche al regime delle verifiche.
Sotto il profilo tributario, per la nuova impresa sociale è prevista la non imponibilità delle somme destinate a riserva, sulla falsariga di quello che succede per gli enti mutualistici, nonché l’introduzione di incentivi fiscali per i soggetti che intendono investire in questi enti e la possibilità di accedere alla raccolta dei capitali di rischio.
Posto che la qualifica di impresa sociale può essere assunta da soggetti con natura giuridica diversa, naturalmente nel rispetto dei requisiti richiesti dal citato D.lgs. 112/2017, c. 3, art. 3, per questi soggetti era prevista, inizialmente, la possibilità di destinare una quota inferiore al 50% degli utili e degli avanzi annuali, dedotte le perdite pregresse, a aumento gratuito del capitale sociale o alla distribuzione, anche mediante aumento gratuito del capitale sociale nei limiti delle variazioni Istat o all’emissione di strumenti finanziari, nel caso...