Dubbi di costituzionalità della trasparenza fiscale
La Consulta con la sentenza 201/2020 conferma la legittimità della trasparenza fiscale, ma permangono dubbi di costituzionalità sugli utili infra-annuali derivanti da riorganizzazioni societarie e tassati in via autonoma.
La Corte Costituzionale, con la sent. n. 201/2020, ha confermato la legittimità del principio di trasparenza nell’imposizione del reddito delle società di persone (art. 5 TUIR), ma le sue argomentazioni risultano solide solo in relazione a utili coincidenti con la chiusura dell’esercizio sociale e risultanti dal rendiconto annuale. Gli automatismi fiscali della trasparenza, che imputano ai soci il reddito societario indipendentemente dalla percezione, appaiono invece problematici sul piano costituzionale in caso di operazioni straordinarie che comportano il passaggio da regime Irpef a Ires. In tali casi, per evitare sovrapposizioni tra regimi, il legislatore prevede un autonomo periodo d’imposta infrannuale, con tassazione basata su un “apposito conto economico”. Questo adempimento, puramente fiscale, non incide sul bilancio civilistico, che resta annuale. Gli utili così determinati sono teorici e suscettibili di essere annullati da perdite successive, non trovando necessariamente conferma nel rendiconto finale, cui solo si collega l’art. 2262 c.c., che attribuisce al socio il diritto alla percezione degli utili. La tassazione per trasparenza di utili infrannuali non si concilia quindi con i presidi costituzionali richiamati dalla Consulta, lasciando aperti dubbi di legittimità. La sent. n. 201/2020 afferma infatti che le società di persone non sono soggetti passivi autonomi, ma centri di imputazione del reddito, attribuito ai soci al termine...