Accertamento, riscossione e contenzioso
26 Agosto 2026
Due diligence fiscale: dove cercare il rischio prima dell’acquisto
Il rischio tributario non si interrompe con il cambio della proprietà e richiede una ricostruzione puntuale dei periodi ancora aperti e delle obbligazioni fiscali pregresse e potenziali.
Nelle acquisizioni societarie il rischio fiscale presenta una criticità strutturale: può restare latente e non emergere pienamente dal bilancio. Il mutamento della compagine sociale non interrompe la continuità del soggetto passivo né sterilizza le esposizioni maturate in precedenza. La società target conserva la propria storia fiscale, composta da dichiarazioni, crediti, verifiche e contenziosi. Per questo la due diligence non dovrebbe ridursi a una raccolta documentale, ma trasformarsi in una ricerca selettiva delle passività che possono ancora emergere dopo il closing.Il primo passaggio è temporale. Occorre individuare le annualità ancora esposte al potere di accertamento e, solo dopo, definire il campione documentale. La verifica deve incrociare dichiarazioni fiscali, contabilità, Mod. F24, comunicazioni dell’Amministrazione Finanziaria e dati del Cassetto fiscale, controllando non soltanto gli adempimenti, ma anche la coerenza tra imponibili, valori contabili, versamenti e compensazioni.Le aree prioritarie dipendono dal profilo della società bersaglio. Nelle imposte dirette assumono rilievo deducibilità dei costi, interessi passivi, perdite fiscali, operazioni straordinarie pregresse e agevolazioni utilizzate. Sul fronte Iva l’attenzione si concentra sulle operazioni più esposte, come rapporti intracomunitari ed extra-UE, reverse charge, detrazione, pro-rata, plafond, rimborsi e rapporti infragruppo. Nei gruppi internazionali diventano centrali prezzi...