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Diritto 20 Giugno 2022

Eccezione revocatoria: prescrizione e decadenza

L’eccezione revocatoria sollevata dal curatore in sede di insinuazione al passivo può essere effettuata anche nel caso in cui sia maturato il termine di decadenza previsto dall’art. 69-bis L.F.?

L’art. 95, c. 1 L.F. prevede che “il curatore possa eccepire i fatti estintivi, modificativi o impeditivi del diritto fatto valere, nonché l’inefficacia del titolo su cui sono fondati il credito o la prelazione, anche se è prescritta la relativa azione”. Tale articolo, se letto in combinato disposto con l’art. 69-bis L.F., ai sensi del quale “le azioni revocatorie non possono essere promosse decorsi 3 anni dalla dichiarazione di fallimento e comunque decorsi cinque anni dal compimento dell’atto”, potrebbe interpretarsi nel senso che l’eccezione revocatoria possa validamente esperirsi anche se prescritta (come espressamente previsto dall’art. 95 L.F.), ma non possa essere compiuta in caso di decadenza (per mancata previsione normativa del termine decadenziale nell’articolo citato). La Suprema Corte (Cass. 11.05.2022 n. 15059), in tema di accertamento del passivo, è però orientata nel senso di ritenere che l’art. 95 L.F., nel riferirsi all’eccezione revocatoria sollevata per le vie brevi dal curatore ed alla relativa prescrizione dell’azione, consideri il doppio termine di prescrizione e decadenza, previsti dall’art. 69-bis L.F., nonostante l’espresso rimando nella rubrica di quest’ultima norma soltanto a quello di prescrizione, in applicazione del principio “quae temporalia ad agendum, perpetua ad excipiendum”. Gli unici termini...

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