Uno dei principali effetti della pandemia da Covid-19 è stata la profonda spaccatura operata nel mondo del lavoro e dell'economia: da una parte i c.d. settori essenziali, i cui addetti si sono visti costretti a proseguire la normale attività anche in situazioni di rischio; dall'altra quelli non essenziali che hanno messo, invece, i propri operatori nella condizione di rispettare le misure di sicurezza approntate dal Governo.
Rientrano sicuramente nei primi il lavoro domestico, tutta la filiera agro-alimentare, nonché i servizi di cura e di assistenza alle persone, vale a dire quelle aree produttive caratterizzate da una fortissima presenza di manodopera straniera e da un alto indice di sfruttamento e occupazione irregolare. Non c'è da stupirsi, dunque, che i settori di attività interessati dall'emersione di lavoro irregolare, introdotta dal recente “Decreto Rilancio”, siano i seguenti:
- agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca, acquacoltura e attività connesse;
- assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia, ancorchè non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l'autosufficienza;
- lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.
Occorre puntualizzare che la regolarizzazione riguarda non solo lavoratori extracomunitari ma anche italiani ed europei comunitari, oltre che gli stranieri in possesso di un permesso di soggiorno scaduto....