Per l’Agenzia delle Entrate via libera all’utilizzo interno del credito Irap da dichiarazione annuale, senza obblighi formali se non la corretta rappresentazione della compensazione nel modello.
La risposta dell’Agenzia delle Entrate all'interpello n. 62/2026, pubblicata in marzo sul proprio sito istituzionale, pur in una situazione particolare per la dimensione, affronta un tema ricorrente della fiscalità passiva degli enti pubblici, vale a dire quello dell’utilizzo del credito Irap che emerge dalla dichiarazione annuale, derivante dalla determinazione della base imponibile con il c.d. “metodo retributivo” di cui all’art. 10-bis D.Lgs. 446/1997. L’aliquota dell’8,5% applicata sull’imponibile previdenziale di dipendenti ed assimilati, nonché sui redditi di lavoro autonomo occasionale, costituisce, infatti, il maggior prelievo di natura fiscale che tutte le pubbliche amministrazioni subiscono. Prelievo, che, ai sensi dell’art. 30, c. 5 D.Lgs. 446/1997, ha cadenza mensile attraverso il pagamento dei 12 acconti, salvo conguaglio definitivo in sede di presentazione della dichiarazione, quadri IK, sez. 1, e IR.La situazione estrema di cui si è accennato consta nell’abnormità del credito scaturente dalla dichiarazione, oltre 6,6 milioni di euro, in un contesto in cui, proprio i versamenti mensili ex art. 30, c. 5, assicurano normalmente, in sede dichiarativa, un saldo prossimo allo zero. Non è dato sapere quale sia il motivo per cui tale la PA che ha formulato l’istanza si trovi nella posizione creditoria evidenziata, fatto sta che il collegio sindacale ha espresso perplessità in merito alla compensazione verticale tramite modello F24EP, il...