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Diritto 26 Agosto 2020

Errore materiale in sentenza e presupposti per emendarlo

La correzione è possibile qualora il vizio, rilevabile a prima vista, integri la manifesta espressione di un difetto di corrispondenza tra il pensiero e le conclusioni del giudice e la sua materiale rappresentazione grafica.

L’errore materiale del giudice in cui risulti tuttavia evidente uno scollamento tra le conclusioni logicamente raggiunte nella decisione e il provvedimento di riferimento eventualmente citato, risulta agevolmente emendabile quando può essere identificato nella sola “espressione dell’idea” e non già nel procedimento che ne ha contraddistinto la formazione. La conclusione emerge con estrema chiarezza dall'ordinanza n. 16222/2020 della V Sez. Civ. della Cassazione. La vicenda trae spunto da un errore di allegazione del file: anziché riguardare il ricorso cui faceva direttamente riferimento la decisione e che aveva trovato anche espressa menzione in motivazione, il documento ne riportava erroneamente un altro. I giudici della Suprema Corte hanno ripercorso la tematica dell'operatività delle correzioni di errori materiali come disciplinata dagli artt. 287 e 288 c.p.c. Non può trovare accoglimento una doglianza che miri a inficiare la pronuncia per un difetto di motivazione, atteso che nel caso in esame non si tratterebbe di una motivazione differente rispetto a quella redatta dal relatore e condivisa dal presidente dopo la decisione del collegio, in quanto l'errore attiene solo alla mera stampa e allegazione del file: a tale evenienza è possibile ovviare mediante l'ordinaria procedura di correzione di errori materiali, mediante la sostituzione del solo file erroneamente inserito con quello corretto,...

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