Provata l’illegittimità della delibera avente a oggetto l’esclusione del socio, in via giudiziale, il Tribunale può facilmente riconoscere il risarcimento del danno conseguente alla lesione dell’immagine e della reputazione.
L’istituto dell’esclusione del socio viene disciplinato per le società di persone dagli artt. 2286 e 2288 C.C., specificatamente all’esclusione facoltativa e a quella di diritto. Nulla vieta che l’atto costitutivo possa estendere le cause di esclusione dei soci anche per casi e condizioni non specificatamente contemplate dal dettato normativo, che operano quindi laddove si concretizzi la fattispecie propriamente vagliata. Al di fuori delle ipotesi previste, la delibera può essere decretata illegittima e il socio, in tal caso, potrà richiedere i danni causati dalla lesione dell’immagine e della reputazione, che la Cassazione ritiene essere diritti di rango costituzionale. Sebbene la definizione di danno all’immagine sia priva di riferimenti normativi diretti ed espliciti, cui rinviare ai fini della corretta qualificazione dei risarcimenti eventualmente attribuiti, la loro tassazione segue chiare e precise regole fornite dall’Agenzia delle Entrate, già con la Risoluzione n. 106 del 22.04.2009.
Secondo l’Agenzia, devono essere ricondotte a tassazione le indennità corrisposte a titolo risarcitorio, sempreché abbiano una funzione...