Diritto privato, commerciale e amministrativo
24 Giugno 2026
Esercizio abusivo della professione e nullità del contratto
L’ordinanza n. 18764/2026 ribadisce che attività contabili e fiscali svolte in modo abituale, organizzato e remunerato da soggetto non iscritto all’Albo, possono integrare esercizio abusivo della professione.
L'ordinanza della Cassazione 9.06.2026, n. 18764 richiama l’attenzione su un profilo di particolare rilievo, evidenziando che la tenuta della contabilità, la predisposizione delle dichiarazioni fiscali e le attività correlate, se svolte in modo abituale, organizzato e remunerato da un soggetto non iscritto all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, possono configurare esercizio abusivo della professione e incidere sulla validità civilistica del contratto. Il passaggio è di rilievo non solo per il profilo penalistico, ma soprattutto per la ricaduta pratica nei contenziosi in materia di compenso, dove la questione non è più soltanto “chi ha fatto cosa”, bensì se l’incarico sia stato giuridicamente configurabile come prestazione professionale lecita. La vicenda esaminata dalla Suprema Corte trae origine da un rapporto professionale avente ad oggetto elaborazione dati, tenuta delle scritture contabili, redazione di bilanci e predisposizione di dichiarazioni tributarie, per il quale erano state emesse 22 fatture a fronte di una prestazione protrattasi per più annualità. La società cliente aveva contestato la debenza delle somme, assumendo che l’attività fosse stata materialmente svolta da un soggetto privo di iscrizione all’Albo, ovvero da un ragioniere, con conseguente nullità del rapporto e insussistenza di qualsiasi titolo al pagamento.La Corte d’appello aveva escluso la nullità del contratto sul rilievo che le attività dedotte...