HomepageDirittoEterno dilemma: prima i posti di lavoro o le imposte?
Diritto
08 Aprile 2020
Eterno dilemma: prima i posti di lavoro o le imposte?
La salvaguardia delle retribuzioni non esime da responsabilità penali correlate a omessi versamenti, anche se può consentire sconti di pena per l'attenuante del “particolare valore sociale” della condotta.
Un nuovo intervento della Cassazione Penale (Sez. III, sentenza 16.03.2020, n. 10084) chiarisce un'importante prospettiva in termini di conseguenze penali se si accordasse la preferenza del pagamento dei dipendenti, rispetto al versamento delle imposte oltre la soglia penalmente rilevante.
In materia di reati tributari, nelle specifiche ipotesi di omesso versamento di ritenute certificate e di Iva, previste dagli artt. 10-bis e 10-ter D.Lgs. 74/2000, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito in maniera unanime che l'elemento soggettivo richiesto per l'integrazione di tali tipologie di illeciti è il dolo generico, configurabile anche nella forma del dolo eventuale, integrato anche semplicemente dalla condotta omissiva posta in essere nella consapevolezza della sua illiceità e prescindendo, in ciò, dalle motivazioni che hanno dettato la scelta del contribuente di non procedere con il dovuto versamento del tributo, per mancanza di risorse destinate eventualmente al pagamento dei dipendenti e alla salvaguardia delle loro posizioni lavorative.
Se tuttavia non è possibile invocare la scriminante correlata alla crisi di liquidità, è possibile comunque fruire di uno sconto di pena in caso di condanna per evasione fiscale, invocando l'attenuante di cui all’art. 62, c. 1, n. 1 c.p. "Circostanze attenuanti comuni", avendo agito per motivi di particolare valore morale o sociale. Tale intervento offre...