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Diritto 31 Ottobre 2022

Evasione fiscale e danno per l’Erario

In caso di evasione fiscale il risarcimento del danno richiesto dall’Amministrazione Finanziaria coincide con l’imposta evasa? La Suprema Corte, con sentenza a Sezioni Unite n. 29862/2022, ne chiarisce i presupposti.

Il debito d’imposta è un’obbligazione pecuniaria scaturente dalla legge, ai sensi dell’art. 1173 c.c. L’Amministrazione Finanziaria, in caso di inadempimento, conserva il diritto di esigere coattivamente il proprio credito e acquista quello di pretendere il risarcimento del danno. Il danno è pertanto il pregiudizio causato dall’inadempimento e non l’obbligazione pecuniaria inadempiuta, ottenibile tramite esecuzione forzata. L’Amministrazione Finanziaria è titolata a emettere provvedimenti idonei ad acquisire ex se l’efficacia del titolo esecutivo, sicché un’azione di danno sarebbe inammissibile per difetto di interesse. Nei rapporti tra l’Erario e il contribuente che abbia commesso un reato tributario il capitale dovuto da quest’ultimo a titolo di imposta evasa costituisce l’oggetto dell’obbligazione tributaria, non un “danno” che a quella vada ad aggiungersi ai sensi dell’art. 1218 c.c. Anche il credito per interessi moratori deve essere obbligatoriamente liquidato e riscosso secondo le forme della riscossione delle imposte (art. 13 D.Lgs. 24.09.2015, n. 159) e non può costituire oggetto di domanda risarcitoria. Non può tuttavia escludersi che l’evasione fiscale possa causare all’Erario un pregiudizio ulteriore o diverso rispetto a quello ristorato dagli interessi di mora e per il quale non sia possibile ricorrere agli...

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