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Diritto 20 Dicembre 2019

Fattori identificativi della stabile organizzazione

La fattispecie va individuata tenendo in considerazione l’attività concretamente svolta nel territorio dello Stato, di cui deve essere accertata tanto la concreta effettività, quanto l’abitualità.

Sulla definizione dei criteri in presenza dei quali si può parlare di stabile organizzazione nel territorio dello Stato, interviene ancora una volta la Suprema Corte ( Cass. Civ. Sez. V^, ordinanza 4.12.2019, n. 31609). Trattasi di un intervento chiarificatorio, che ha il pregio di esplicare come, in materia di tassazione di soggetti non residenti, sia possibile accertare la presenza di una stabile organizzazione prendendo in considerazione il c.d. criterio dell’attività, rilevabile nel momento in cui un contribuente abbia in concreto svolto in Italia un'attività duratura, abituale e non soltanto accessoria. Tale decisione si riconnette alla corrente dottrinale (confermata appieno dalla giurisprudenza) secondo cui, in tema di assoggettabilità a imposizione fiscale di soggetti non residenti nel territorio nazionale, per la sussistenza del requisito della stabile organizzazione non rileva necessariamente la produttività reddituale di un’impresa, nè la propria autonomia gestionale o contabile, in quanto il principale elemento fattuale da tenere in considerazione riguarda l'esistenza di una sede fissa di affari in cui il contribuente-impresa eserciti in tutto o in parte la propria attività. La decisione, in particolare, ribadisce che le emergenze probatorie assunte quale fattore di riscontro per l'esistenza di tale condizione, sono individuabili nella nozione di stabile organizzazione di una società...

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