Il fermo amministrativo dei veicoli a motore è un provvedimento formale “cautelare” attraverso il quale l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, ovvero altro agente abilitato, dispone il blocco di un automezzo nei casi in cui il contribuente non abbia provveduto al pagamento delle imposte dovute o degli oneri previdenziali entro 60 giorni dalla regolare notifica della cartella esattoriale, ovvero entro 90 giorni dalla regolare notifica dell'avviso di accertamento esecutivo. In tal modo viene impedito al legittimo proprietario del bene di utilizzare il mezzo in questione, sino all'estinzione del debito.
La misura in commento trova il proprio fondamento normativo nel D.P.R. 29.09.1973, n. 602 e, nello specifico, nell'art. 86 recante “Disposizioni particolari in materia di espropriazione di beni mobili registrati”. L'attuale disciplina è frutto di numerosi interventi legislativi attuati negli ultimi anni. Tra le più importanti e rilevanti novità devono evidenziarsi quelle apportate dal D.Lgs. 27.04.2001, n. 193. La pregressa disciplina, infatti, riteneva i beni mobili registrati assoggettabili alla sola ordinaria esecuzione, attraverso le forme dell'espropriazione forzata mobiliare. La prima modifica in tal senso è stata apportata dal D.L. 31.12.1996, n. 669, inserendo nel D.P.R. 602/1973 l'art. 91-bis secondo cui: “Qualora in sede di riscossione coattiva di crediti iscritti a ruolo non sia...