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Diritto 19 Novembre 2021

Fino a che punto la sostanza prevale sulla forma

L'irregolarità nella compilazione della fattura fiscale fa venir meno la presunzione di veridicità del suo contenuto e rende altresì indeducibile il costo rappresentato.

In materia di corretto assolvimento degli obblighi tributari, si sente spesso parlare di prevalenza della sostanza sulla forma, ponendo in un piano secondario gli adempimenti contabili che, agli effetti pratici, davvero assumono rilevanza esclusivamente formale. L’approccio sostanzialistico predilige infatti l’effettività dell’operazione, alla sua corretta documentazione. Tale impostazione, benché seguita da buona parte della dottrina (un po’ meno dalla giurisprudenza), non risulta condivisibile in quanto si ritiene che tutti gli obblighi tributari, compresi quelli che riguardano adempimenti prettamente formali, assumono pur sempre una importantissima funzione di carattere propedeutico rispetto alle ordinarie forme di attuazione della norma tributaria, soprattutto in materia di Iva. Una delle questioni controverse e oggetto di sostenute tensioni tra forma e sostanza è riferita al principale degli obblighi formali correlati alla compilazione della fattura fiscale, i cui criteri sono dettati dall’art. 21 D.P.R. 633/1972. Ed è proprio su tale argomento che si segnala un interessante intervento della Suprema Corte (Cass. Civ. Sez. VI, ordinanza 4.11.2021, n. 31589) sulla rilevanza della corretta redazione delle fatture fiscali, esponendo le conseguenze sia per le imposte dirette che per l’Iva. In tema di imposte sui redditi, l’irregolarità della fattura, emessa con l’indicazione di una causale...

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