La firma digitale è un'innovazione tecnologica ormai irrinunciabile, ricca di applicazioni vantaggiose, alcune ancora poco conosciute, con qualche insidia da conoscere ed evitare.
Innanzitutto, usiamo il plurale. Le firme digitali sono di vario tipo ed ognuna si presta ad applicazioni differenti.
Senza entrare in tecnicismi possiamo riassumere in due principali tipi di firme, la Firma Elettronica Qualificata (FEQ) e la cosiddetta Firma Elettronica Semplice (FES):
la FEQ è quella che è equivalente ad una firma autografa e ha completa validità giuridica;
la FES può assumere varie forme ed è di solito utilizzata per la sottoscrizione documenti e comunicazioni non strategici e non di valore. Ha una sua validità giuridica sebbene non completa, ma può essere oggetto di valutazione da parte del Giudice.
Certamente quella più importante per il mondo delle imprese è la FEQ, vediamone i principali vantaggi ed applicazioni.
Innanzitutto, è molto veloce e sicura da trasferire. La firma in originale costringerebbe il costoso invio per posta o tramite corriere con rischi di smarrimento. Inoltre, il documento fisico firmato deve essere comunque archiviato in un luogo fisico per sua natura poco accessibile. Insomma, la firma digitale non ha vincoli di spazio o tempo. Possiamo firmare un documento prodotto a migliaia di chilometri senza spostarci da casa nostra; è talmente entrata nell'uso comune che è ormai richiesta per dialogare con tutti gli enti pubblici nazionali o europei. Ad esempio, è richiesta la firma digitale per la partecipazione ad un bando per...