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Imposte dirette 12 Giugno 2026

Flat tax CPB: il tetto penalizza i soggetti Irpef

Il D.Lgs. 81/2025 ha fissato un tetto all'agevolazione per chi ha aderito al biennio 2025-2026 a partire dal 13.06.2025. L'eccedenza sconta aliquota fissa del 43% per i soggetti Irpef o 24% per i soggetti Ires.

Il D.Lgs. 81/2025 ha modificato il regime opzionale di imposizione sostitutiva sul maggior reddito concordato di cui all’art. 20-bis D.Lgs. 13/2024, prevedendo l'inserimento di un tetto massimo all'applicazione della cd. “flat tax concordato”, applicabile alle adesioni relative al biennio 2025-2026 formalizzate a partire dal 13.06.2025.La disciplina stabilisce che il contribuente può assoggettare a tassazione sostitutiva la parte di reddito d'impresa o di lavoro autonomo derivante dall'adesione al concordato che risulta eccedente rispetto al corrispondente reddito dichiarato nel periodo d'imposta antecedente al biennio, rettificato delle componenti “non concordabili” ex artt. 15 e 16 del decreto CPB. Sulla base del punteggio ISA, sempre riferito all’anno antecedente il biennio, a questa eccedenza si applica un'aliquota del 10, 12 o 15%. A seguito delle modifiche introdotte, tali aliquote, estremamente favorevoli, trovano applicazione esclusivamente nei limiti di un'eccedenza reddituale non superiore a 85.000 euro. L’eventuale eccedenza confluisce nel reddito assoggettato a tassazione ordinaria, bensì continua a scontare imposta sostitutiva, ma ad aliquote decisamente superiori: 24% per i soggetti passivi Ires e 43% per i soggetti passivi Irpef. Il nuovo meccanismo risulta particolarmente penalizzante per i soggetti Irpef. Per le società di capitali, infatti, il superamento della soglia comporta un mero ritorno all'aliquota ordinaria del 24%, la medesima...

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