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Lavoro 02 Dicembre 2021

Fondi interprofessionali per la formazione continua, si cambia

Il disegno di legge di Bilancio per il 2022 potrebbe prevedere una restituzione del prelievo, che sarebbe destinato invece ai lavoratori in cassa integrazione.

Negli ultimi anni il tema della formazione aziendale sta assumendo un ruolo sempre più centrale e con le sfide del digitale e dell’Industry 4.0 se ne parla sempre più. Gran parte della formazione aziendale passa attraverso il lavoro svolto dai Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua, che sono stati istituiti nel 2000 con la L. 388 e che hanno visto i primi organismi associativi costituirsi e rendersi operativi un paio di anni più tardi. Si tratta di organismi nati attraverso accordi fra le organizzazioni sindacali e altre organizzazioni di rappresentanza delle parti sociali che si occupano della formazione in vari settori di attività, a seconda dello specifico Fondo di riferimento. Attualmente, dei 22 autorizzati dal Ministero del Lavoro, i Fondi operativi sono 19 e quelli più importanti sono Fondimpresa, al quale aderiscono ben 211.842 aziende per un totale di quasi 5 milioni di lavoratori, Fondo For.Te. e FonARCom. I Fondi attingono alla quota dello 0,30% dei contributi versati all’Inps attraverso una volontaria adesione del datore di lavoro a uno specifico Fondo di proprio interesse. Negli ultimi anni, dopo l’inserimento nella Legge di bilancio 2015 ex art. 1, c. 722, L. 23.12.2014, n. 190, i Fondi hanno subito un prelievo di parte dalle risorse che si pensava dovesse essere temporaneo. Una novità interessante è inserita nel disegno di legge di Bilancio per l’anno finanziario...

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