Tutti parlano di formazione ma sono in pochi ad attuarla in modo strutturato e proficuo, quando invece l'arricchimento formativo dei dipendenti e collaboratori è uno degli investimenti più produttivi che l'azienda possa pianificare. Alla poca volontà di farlo a volte si affianca la mancanza di tempo da dedicare e spesso sono le risorse economiche a non bastare. In questo periodo di crisi, molte imprese si chiedono come occupare il tempo dei loro dipendenti alle prese con stop forzati delle attività o richieste di mercato altalenanti che non garantiscono la continuità produttiva. La cassa integrazione sembra essere l'unica soluzione e invece si potrebbe impiegare questo tempo “eccedente” impegnandolo in un percorso di formazione mirata.
E qui viene in aiuto l'Anpal con il Fondo Nuove Competenze, introdotto dal Decreto Rilancio e poi significativamente modificato dall'art. 4 D.L. 104/2020. Il D.M. Lavoro 22.01.2021 ha riaperto i termini e consente la presentazione dell'istanza entro il più ampio termine del 30.06.2021. Il Fondo è destinato a rimborsare, al datore di lavoro che ne fa richiesta, la retribuzione e i contributi delle ore di lavoro dedicate alla formazione dei dipendenti, nella misura massima di 250 ore per lavoratore da svolgere in un periodo non superiore a 90/120 giorni. L'azienda deve mappare i bisogni aziendali ed elaborare un progetto di formazione che stabilisca le competenze in entrata e in uscita dei lavoratori, il soggetto che validerà le competenze medesime, i tempi e modalità di erogazione della formazione.
La domanda all'Anpal deve essere preceduta da un accordo sindacale aziendale o territoriale contenente un piano di rimodulazione dell'orario di lavoro, con il numero dei lavoratori coinvolti e l'individuazione dei fabbisogni del datore di lavoro in ambito di maggiori o di nuove competenze legate all'introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche, di processo di prodotto o di servizio conseguenti alle mutate esigenze dell'impresa. Non è sufficiente prevedere una formazione generica, ma è fondamentale individuare quali siano le necessità definendo il percorso di qualificazione dei dipendenti e il metodo con cui misurarne l'accrescimento delle competenze.
La formazione può essere erogata direttamente dall'azienda che ne abbia le capacità oppure tramite gli Enti formatori accreditati a livello regionale o nazionale e le Università. Il rimborso del Fondo non ha un tetto massimo di ore da rimborsare né un limite ai lavoratori da coinvolgere ma è bene precisare che i costi di formazione rimangono a carico dell'impresa che potrà in ogni caso ricorrere ai finanziamenti dei fondi interprofessionali che ne ridurrebbero l'entità. L'attività formativa inoltre dovrà necessariamente iniziare dopo la validazione della domanda e l'approvazione del progetto da parte dell'Anpal. Particolare attenzione va posta anche nei casi di fruizione della cassa integrazione, le cui ore non devono sovrapporsi con quelle formative.
Poiché il 30.06.2021 è un termine perentorio e l'iter di attuazione non è dei più rapidi, le imprese che intendono cogliere questa opportunità dovranno attivarsi velocemente. È evidente, infatti, il vantaggio che può trarne il datore, abbassando il costo del lavoro e coniugando la riduzione dell'orario con un percorso di formazione mirata, utile a ottimizzare i periodi di minore attività lavorativa affiancando una vera politica attiva del lavoro.
