Accertamento, riscossione e contenzioso
26 Gennaio 2026
Fondo patrimoniale e debiti d’impresa: limiti all’ipoteca su immobili
La C.G.T. di Bari ribadisce l’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria su beni conferiti in fondo patrimoniale quando il credito tributario deriva da debiti d’impresa. La pronuncia valorizza il nesso funzionale tra obbligazione e bisogni della famiglia.
Con la sentenza 13.11.2025, n. 2656 la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Bari affronta il tema dei limiti all’azione cautelare dell’Agente della riscossione sui beni immobili conferiti in fondo patrimoniale, chiarendo i presupposti di legittimità dell’iscrizione ipotecaria in presenza di debiti tributari sorti nell’esercizio dell’attività d’impresa. La decisione riafferma il principio secondo cui i beni vincolati nel fondo patrimoniale non sono aggredibili quando il credito azionato sia estraneo ai bisogni della famiglia e tale estraneità risulti conoscibile dal creditore procedente.Nel caso sottoposto all’esame del Collegio, il contribuente aveva impugnato l’iscrizione di ipoteca legale eseguita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione su un immobile compreso in un fondo patrimoniale regolarmente costituito e trascritto, deducendo che il credito posto a fondamento dell’azione cautelare traeva origine da accise dovute da una società a responsabilità limitata nell’esercizio della propria attività commerciale, rispetto alle quali egli era stato chiamato a rispondere esclusivamente in qualità di garante. L’Amministrazione resistente aveva preliminarmente eccepito l’inammissibilità del ricorso per tardività: l’atto era divenuto definitivo per mancata impugnazione della comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria. Tale eccezione è stata respinta dalla Corte, che ha ribadito la natura autonomamente impugnabile...