Forfetario 2027 a 100.000 euro, il nodo resta la franchigia Iva UE
La proposta rilanciata dal Ministro Giorgetti per la Manovra 2027 incontra il limite europeo degli 85.000 euro. Il vero problema non è l’imposta sostitutiva, ma il coordinamento con l’esonero Iva.
Il regime forfetario torna nel cantiere della legge di Bilancio 2027 con l’ipotesi di elevare da 85.000 a 100.000 euro la soglia di ricavi e compensi. A rilanciare il tema è stato il Ministro dell’Economia l’8.09.2026, che ha definito l’attuale limite “astruso e ingiustificato”, indicando però la necessità di un confronto con l’Unione Europea. Al momento non esiste una modifica normativa approvata e la soglia di riferimento resta quella vigente. Il punto decisivo è che l’eventuale aumento non riguarda soltanto l’accesso all’imposta sostitutiva, ma si intreccia con la disciplina Iva applicabile ai contribuenti forfetari.L’art. 1, c. 54 L. 190/2014 consente oggi l’accesso al regime alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, nell’anno precedente, abbiano conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 85.000 euro, oltre al rispetto degli altri requisiti previsti dalla norma. Il reddito imponibile si determina applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività stabilito per l’attività esercitata ed è assoggettato, di regola, all’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% nei primi 5 periodi d’imposta quando ricorrono le condizioni previste per le nuove attività.Il problema europeo nasce dalla componente Iva. La direttiva (UE) 2020/285, che ha sostituito l’art. 284 della direttiva 2006/112/CE e trova applicazione dal 1.01.2025, consente agli Stati membri di...