Diritto del lavoro e legislazione sociale 13 Gennaio 2026

Fringe benefit o welfare aziendale?

Due istituti apparentemente molto simili ma profondamente diversi.

Negli ultimi anni il mondo delle imprese ha fatto registrare lo sviluppo esponenziale di una serie di misure, alternative alla retribuzione, poste a favore dei lavoratori sotto forma di beni o servizi.Tali misure vengono genericamente ricondotte al più ampio concetto di welfare aziendale ma, in realtà, occorre fare una significativa distinzione con i fringe benefit a seconda delle finalità perseguite e, conseguentemente, al relativo trattamento contrattuale, fiscale e previdenziale.I fringe benefit sono dei compensi non monetari che un’azienda offre ai propri dipendenti in aggiunta allo stipendio (es. buoni carburante, rimborsi utenze domestiche o canoni affitto abitazione principale, auto aziendale, polizze sanitarie, ecc.). Avendo natura retributiva, tali benefici entrano a far parte del patrimonio del lavoratore e, pertanto sono assoggettati ad imposizione fiscale e contributiva, fatti salvi alcuni limiti di esenzione che attualmente ammontano a 1.000 euro per tutti i dipendenti e 2.000 euro per chi ha figli a carico. Possono, inoltre, essere riconosciuti ai singoli dipendenti in virtù di accordo individuale e sono revocabili a seguito di rinuncia degli interessati.Ben più ampio e complesso, come detto, l’istituto del welfare aziendale che si basa su interventi di benessere sociale riguardanti la qualità della vita dei dipendenti e dei loro familiari. Un piano di welfare aziendale va oltre la mera retribuzione, tendendo a costruire una cultura organizzativa...

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