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Diritto 13 Luglio 2022

Frode fiscale e apprensione ritardata dell'evasione

L’omessa disposizione della confisca contestuale alla condanna per frode fiscale può essere recuperata anche ex post.

La Cassazione (III Sez. Pen., sentenza 17.06.2022, n. 23646) ha opportunamente sancito il rinvio per un nuovo giudizio, limitatamente alla circostanza correlata all'omessa statuizione sulla confisca, conseguente alla condanna per frode fiscale emessa nei confronti di un contribuente. Nonostante la condanna del responsabile penale e l’applicazione delle sanzioni accessorie ai sensi di legge, il giudice aveva omesso di disporre, come previsto espressamente dall'art. 12-bis D.Lgs. 74/2000, in caso di condanna o anche di applicazione della pena anche su richiesta delle parti (ex art. 444 c.p.p.) per uno dei delitti previsti dal medesimo decreto, la confisca dei beni che avrebbero costituito il profitto del reato contestato. È pur vero che nel caso in commento non si era preventivamente operato il sequestro, tuttavia si rileva come la confisca possa essere pur sempre ordinata anche in difetto di un precedente provvedimento cautelare di sequestro. Le condizioni che consentono l’applicabilità della misura ablatoria definitiva sono, pertanto, la sussistenza di norme che la consentano o la impongano, a prescindere dall'eventualità che, per l'assenza di precedente tempestiva cautela reale, il provvedimento ablativo della proprietà non riesca a conseguire gli effetti concreti che gli sono propri. In pratica, conclude la sentenza, il giudice della cognizione, nei limiti del valore corrispondente al profitto del reato di...

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