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Accertamento, riscossione e contenzioso 09 Aprile 2026

Garanzie statutarie e PVC

Quando la “fretta” istruttoria affonda la pretesa erariale.

Quante volte, nella quotidianità professionale dei nostri Studi, ci troviamo di fronte a clienti che ci riferiscono di "brevi visite" da parte dell'Amministrazione Finanziaria o della Guardia di Finanza? Un accesso mirato, la richiesta di una specifica cartellina di fatture, la firma su un asettico verbale di consegna e via. Una prassi disinvolta che spesso gli Uffici interpretano come una sorta di "zona franca", convinti che un'incursione così rapida li esoneri dalle rigide, ma sacrosante, garanzie statutarie poste a tutela del contribuente. Ma le garanzie procedimentali non sono un interruttore che l'Ufficio può accendere o spegnere a seconda della durata della sua permanenza nei locali aziendali. A mettere un punto fermo, severo e pungente contro le scorciatoie investigative è la Corte di Cassazione, con l'ordinanza 30.03.2026, n. 7605.Il caso è un classico della patologia fiscale: contestazione di operazioni soggettivamente inesistenti (nella fattispecie, sponsorizzazioni in ambito sportivo) con l'Agenzia che, dopo un "accesso mirato" per acquisire la documentazione, notifica l'avviso di accertamento senza aver mai rilasciato un vero e proprio Processo Verbale di Constatazione (PVC) e, conseguentemente, senza aver concesso i 60 giorni per il contraddittorio preventivo.La Commissione tributaria regionale, con un'alzata di spalle, aveva salvato l'atto sostenendo l'assenza di un obbligo generalizzato di contraddittorio. La Cassazione ribalta questa lettura...

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