Nel 2026 il perimetro dei controlli fiscali cambia natura, non è più (solo) una stagione di verifiche “a posteriori”, ma un sistema di presidio continuo che seleziona, in tempo quasi reale, dove intervenire. La Guardia di Finanza, nelle linee di indirizzo richiamate dal generale Franzese, imprime una traiettoria centrata su prevenzione e innovazione tecnologica, capace di intercettare le distorsioni prima che diventino danno erariale. In termini sistemici, il controllo fiscale assume la forma di un processo di gestione del rischio, si lavora sulla probabilità, non sull’episodio.
Per il contribuente questo significa una cosa semplice, ma poco rassicurante: la probabilità di essere selezionati dipende sempre meno dal caso e sempre più dalle “impronte digitali” che l’impresa lascia nei flussi informativi. Fattura elettronica, corrispettivi telematici, ISA e dichiarativi, utilizzo di crediti, anagrafiche e segnali finanziari disponibili agli enti vengono letti come un unico ecosistema. Su tale base agiscono motori di analisi che combinano regole deterministiche (incongruenze oggettive) e modelli probabilistici, includendo tecniche di apprendimento automatico e network analysis (analisi delle connessioni): non cercano il singolo errore, ma la coerenza complessiva del profilo.
Il punto tecnico è che l’IA non “sostituisce” l’accertatore, ma anticipa e velocizza la selezione trasformandoli in priorità operative. Da qui il salto culturale, ciò che ieri era un disallineamento gestibile in studio, domani può diventare un segnale automatico se ricorre in un gruppo (settore, territorio, catena fornitori) o se si combina con altre evidenze. La conformità, in questo schema, non è un atto neutro, ma un passo di un flusso di lavoro complesso. Una comunicazione ignorata, una risposta tardiva o documentazione incoerente possono accelerare l’avvicinamento verso l’accertamento.
Il piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026 prevede 320.000 accertamenti sostanziali da parte dell'Agenzia delle Entrate, integrati da 75.000 verifiche congiunte con la GdF, per un totale di 395.000 interventi mirati. Si aggiungono 600.000 controlli formali e oltre 2,4 milioni di comunicazioni di conformità, con un incremento significativo sui controlli alle medie imprese. Tali numeri non sono astratti e segnalano una pressione selettiva su partite Iva, dove l'inerzia espone a sanzioni accelerate.
L'integrazione con l'Agenzia delle Entrate, tramite l'Unità Integrata Permanente di Analisi del Rischio (UIPAR), garantisce una profilazione oggettiva basata su dati interscambiabili, riducendo i controlli casuali ma amplificando quelli ad alto potenziale erariale. La “svolta” non è quantitativa in sé, ma qualitativa: la capacità di selezionare con maggiore precisione consente di aumentare la probabilità condizionale di irregolarità nei soggetti obiettivo, riducendo, almeno in teoria, accertamenti a bassa resa e azioni verso soggetti incapienti.
Il contribuente deve comprendere che questa transizione tecnologica implica una maggiore vulnerabilità sistemica. Sul fronte delle frodi, i nuovi strumenti mirano a colpire i fenomeni seriali come società “apri e chiudi”, cartiere, crediti d’imposta inesistenti o non spettanti, sottofatturazioni e triangolazioni. Qui l’IA non accerta il tributo, ma individua relazioni e ricorrenze. Il valore aggiunto risiede nella rapidità d'intervento, sia quando il credito sta per essere monetizzato sia quando la partita Iva mostra possibili segni di fittizietà. Questo approccio permette di ridurre le perdite e di aumentare l’effettivo incasso erariale.
In definitiva non basta essere in regola, bisogna esserlo in modo dimostrabile con riconciliazioni difendibili, tracciabilità delle scelte (crediti, perdite, magazzino) e una raccolta di informazioni pronta per il contraddittorio.
Nel 2026 il controllo non “arriva” all’improvviso: ti intercetta prima, attraverso i dati. La partita si gioca sulla consistenza digitale dell’impresa, prima dell’accertamento. Serve presidiare i processi, costruire un monitoraggio delle attività e gestire con tempestività la conformità: perché, con l’algoritmo, l’improvvisazione diventa un costo certo.
