Gestione operativa del sovraindebitamento: ruolo del professionista
Dalla verifica documentale alla definizione del piano, passando per il confronto con l’OCC e la valutazione della continuità aziendale: indicazioni operative per una gestione professionale dei casi di crisi.
Nella gestione delle procedure di sovraindebitamento, il primo compito del commercialista è ricostruire un quadro informativo attendibile. La documentazione fornita dal debitore è spesso incompleta o disordinata e richiede un lavoro preliminare di verifica che non può essere delegato all’OCC. Estratti di ruolo, posizioni bancarie, segnalazioni nelle banche dati creditizie e atti esecutivi già avviati devono essere analizzati con attenzione, incrociando i dati per individuare eventuali posizioni non dichiarate o importi non aggiornati. In questa fase emergono spesso elementi che il cliente non ricorda o non ritiene rilevanti, ma che devono essere sistemati prima di impostare qualsiasi piano.Una volta definito il quadro passivo, il professionista deve valutare la capacità contributiva del nucleo familiare. La determinazione del fabbisogno dignitoso non può essere ridotta a un valore standard: le tabelle Istat sono un riferimento, ma non sostituiscono l’analisi delle spese effettive. Alcuni Tribunali richiedono un livello di dettaglio molto elevato, soprattutto per le spese ricorrenti e per quelle non comprimibili. È utile predisporre un prospetto che distingua costi essenziali, costi variabili e spese documentate, così da rendere più trasparente il ragionamento che porta alla quota destinabile ai creditori. In pratica, serve un quadro che permetta all’OCC di comprendere non solo quanto il debitore può versare, ma anche perché quella cifra è sostenibile.Il...