Bandi, agevolazioni, bonus, contributi a fondo perduto
09 Maggio 2026
Giovani tra decreti Coesione e Primo Maggio: bonus a confronto
Il D.L. 62/2026 (c.d. decreto Primo Maggio) ridisegna il sistema degli esoneri contributivi all'occupazione giovanile e introduce un approccio più selettivo rispetto al regime previgente, restringendo sensibilmente l'accesso agli incentivi.
Il D.L. 62/2026, in vigore dal 1.05.2026, ridisegna il quadro degli incentivi all'occupazione per il 2026 e abroga la proroga introdotta dal Milleproroghe; le misure del D.L. 60/2024 (Coesione) rimangono quindi circoscritte al periodo di riferimento originario. Per il 2026, la normativa da applicare è esclusivamente quella del nuovo decreto e, tra le misure di maggiore interesse, figurano l’esonero contributivo per le assunzioni di giovani under 35 e l'agevolazione riconoscibile in caso di trasformazione di contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato, che vanno analizzate con particolare attenzione.Il nuovo Bonus Giovani 2026 di cui all’art. 2 D.L. 62/2026 presenta una struttura diversa rispetto al precedente incentivo del decreto Coesione (art. 22). La differenza più rilevante è che il nuovo art. 2 non richiama le trasformazioni dei contratti a termine, mentre la norma precedente le ricomprendeva espressamente tra gli eventi agevolati.Un secondo elemento di discontinuità riguarda i requisiti soggettivi del lavoratore. Nel D.L. 60/2024 il presupposto centrale era che il giovane non fosse mai stato occupato a tempo indeterminato nel corso della vita lavorativa; nel D.L. 62/2026, invece, il legislatore utilizza un criterio più selettivo, fondato sulla condizione di assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 12 mesi in presenza di specifiche condizioni di svantaggio richiamate dal regolamento UE 651/2014. Tornando al...