La sussistenza di un vincolo di consequenzialità necessitata, tra una contestazione operata nei confronti di una società e il procedimento nei confronti di un socio sulla scorta dei medesimi presupposti, fa sì che si debba obbligatoriamente procedere alla sospensione del giudizio sul socio, in attesa della definizione del giudizio sulla società. Si rileva, invero, come sia innegabile il riconoscimento di antecedente logico-giuridico all’accertamento sulla società, rispetto all'accertamento esperibile nei confronti del socio. Tali principi emergono da una recente pronuncia della Corte di Cassazione (Civ. Sez. VI, ordinanza 26.04.2019, n. 11351).
I giudici, all’insegna del “buon governo” della norme procedurali in materia, evidenziano la rilevanza dell’istituto della sospensione, ritenuta necessaria per evidente pregiudizialità, riguardante appunto il processo tributario disciplinato ai sensi del D.Lgs. 31.12.1992, n. 546. Tale corpus normativo, tuttavia, farebbe rimando alle disposizioni processual-civilistiche qualora si registri:
- difetto previsionale in ordine al regolamento di una determinata fattispecie;
- perfetta compatibilità della disposizione processuale con le norme contenute nel citato D.Lgs. 546/1992.
Ebbene, con riferimento alla casistica in commento, si ritiene oramai assodata l'applicazione dell’art. 295 c.p.c. a mente del quale, in ordine alla sospensione del...