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Lavoro 22 Febbraio 2021

Giusta causa di licenziamento in caso di isolamento fiduciario

Cosa rischia il lavoratore che dopo un periodo di ferie all’estero non rientra tempestivamente al lavoro, in quanto sottoposto a tale misura.

Da alcuni mesi ci si interroga circa il rilievo disciplinare della condotta di un lavoratore che ometta il tempestivo rientro in servizio al termine di un periodo di ferie all’estero, in ragione non di una propria autonoma decisione, bensì dell’obbligo di isolamento fiduciario. Per (tentare di) rispondere a detto quesito occorre muovere dalla definizione di giusta causa quale lesione grave e irreparabile dell'elemento fiduciario sul quale si fonda il rapporto di lavoro. Così definita la giusta causa, per accertare la sussistenza o meno di questa "lesione irreparabile" occorre indagare se la condotta addebitabile al lavoratore è in grado di ingenerare il legittimo dubbio circa la futura correttezza degli adempimenti da parte di quest’ultimo. Orbene, nel caso di un lavoratore che, nel momento in cui decideva di recarsi all’estero per trascorrere le proprie ferie, fosse (o comunque dovesse essere) pienamente consapevole che al suo rientro in Italia non avrebbe potuto ritornare immediatamente al lavoro, può ragionevolmente sostenersi che la sua condotta, seppur dovuta alla necessità di adempiere l’obbligo pubblicistico di isolamento fiduciario, costituisca comunque un inadempimento e, come tale, abbia rilievo disciplinare. Il lavoratore, infatti, non poteva non considerare che al proprio rientro in Italia avrebbe dovuto seguire un periodo di ben 14 giorni di isolamento. Di conseguenza, avrebbe dovuto,...

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