Economia 23 Novembre 2023

Gli occhi dello schiavo, lo sguardo del padrone

Riflessioni a partire dall'opera "Massa e potere" di Elias Canetti.

In un colloquio radiofonico con il filosofo Theodor W. Adorno, parlando della propria opera, Elias Canetti aveva in prima persona enfatizzato il ruolo svolto dai tragici eventi storici della prima metà del Novecento: “Le dittature che abbiamo vissuto sono composte completamente di masse, [...] senza la crescita delle masse [...] e senza la consapevole e artificiale sollevazione di masse sempre più grandi, il potere delle dittature sarebbe assolutamente impensabile”. Sotto questo profilo, l’autore condivide la stessa, amara consapevolezza emersa attraverso la dialettica dell’Illuminismo, ovvero la constatazione di come la ragione soggettiva dell’individuo, rifuggendo da qualsiasi forma di morte e contestualizzandosi inevitabilmente nella società, al solo fine della propria conservazione finisca storicamente per intraprendere derive auto-distruttive, finendo schiava di un pensiero indotto, sovente manipolato dal potere a favore di interessi arbitrari. Secondo lo storico, sarebbe spesso proprio il timore indotto dalle possibili trasformazioni avviate da alcune masse critiche, del resto, ad innescare la duplice reazione preventiva da parte del potere: muovendosi all’interno di strutture sociali di tipo gerarchico l’uomo tenderebbe a isolarsi, vittima di uno stato di paura che impedisce la condivisione del proprio pensiero e della propria esperienza e, conseguentemente, rallenterebbe i mutamenti culturali che...

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