Holding e quote donate: esenzione salva, plusvalenza da presidiare
Il conferimento in una holding e la cessione di una quota di minoranza non fanno decadere dall’esenzione se il donatario conserva, anche indirettamente, il controllo di diritto per 5 anni.
La pianificazione del passaggio generazionale delle partecipazioni societarie non si esaurisce nel momento della donazione. L’art. 3, c. 4-ter D.Lgs. 346/1990 agevola il trasferimento a discendenti e coniuge, ma l’esenzione resta sottoposta a verifica per 5 anni. Il problema è comprendere che cosa debba realmente permanere durante tale periodo: le singole quote ricevute oppure la posizione di controllo che esse hanno consentito di acquisire o integrare.La distinzione è decisiva perché il beneficiario può riorganizzare la catena partecipativa, costituire una holding o aprire il capitale a terzi senza che ogni modifica proprietaria determini la perdita dell’agevolazione. La risposta a interpello 31.07.2026, n. 152, chiarisce che il quinquennio non determina un vincolo di immobilità delle partecipazioni, purché permanga il controllo prescritto.Il caso riguarda un contribuente titolare del 100% di una società anche per donazioni agevolate. Egli intende conferire il 70% delle azioni in una holding personale e successivamente cedere a terzi una partecipazione tra il 20% e il 30%. L’Agenzia esclude la decadenza automatica se il beneficiario mantiene sino al termine del quinquennio il controllo della holding e, attraverso questa, quello della società originaria.Per le società di capitali l’esenzione è collegata all’acquisizione o all’integrazione del controllo di diritto di cui all’art. 2359, c. 1, n. 1) c.c. Il parametro è la maggioranza dei voti...