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Imposte e tasse 22 Marzo 2023

I costi relativi ai ricavi fatti derivare dai prelievi bancari

La Corte di Cassazione si allinea alle prescrizioni della Corte Costituzionale (sentenza n. 10/2023), riconoscendo anche in caso di accertamento analitico l’incidenza percentuale dei costi relativi ai ricavi derivati da prelievi bancari.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 23.02.2023, n. 5586, recepisce l’opzione interpretativa indicata dalla Corte Costituzionale nella sentenza 31.01.2023, n. 10, in ordine alle presunzioni bancarie. La Corte Costituzionale ha sottolineato che, nell’istruttoria perseguita con il metodo contabile-analitico, la determinazione del reddito avviene nell’ambito delle risultanze di una contabilità attendibile, con una ricostruzione induttiva di singoli elementi attivi o passivi, dei quali risulta diversamente provata la mancanza o inesattezza: alla stregua dell’interpretazione “adeguatrice” già fornita dal Giudice delle leggi (Corte Costituzionale, n. 225/2005), va riconosciuta anche in ordine all’accertamento analitico una deduzione in misura percentuale forfettaria dei costi in relazione ai ricavi accertati, avvalendosi anche, se caso, dell’ausilio di consulenza tecnica d’ufficio. In altri termini, la Corte Costituzionale, nella citata sentenza n. 10/2023, riconosce, in riferimento ai prelevamenti ingiustificati risultanti dai conti bancari, che la presunzione legale è duplice: i prelievi dal conto corrente, in mancanza di prova contraria, fanno presumere che essi siano stati utilizzati nell’esercizio dell’impresa in raccordo, quindi, con costi occulti, i quali a loro volta vengono (sempre per via presuntiva) ricongiunti a ricavi non contabilizzati e computati in aumento del reddito...

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