Il 31.01.2019 è entrata in vigore la L. 9.01.2019, n. 3 “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici”, nota anche come Legge spazzacorrotti (governo Conte). Precedenti norme anticorruzione sono la L. 6.12.2012, n. 190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” (governo Monti); la L. 27.05.2015, n. 69 “Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazione di tipo mafioso e di falso in bilancio” (governo Renzi). In poco più di 6 anni, 3 diversi governi, peraltro di colore opposto, hanno proposto al Parlamento l’emanazione di norme più severe per contrastare la corruzione.
Con la L. 3/2019 è stato introdotto il c.d. “daspo”, perpetuo o temporaneo: la condanna per reati contro la pubblica amministrazione, tra questi i reati presupposto della responsabilità amministrativa, comporta la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dell’incapacità in perpetuo di contrattare con la pubblica amministrazione (es.: partecipare a bandi e gare ad evidenza pubblica); se la pena inflitta è la reclusione non superiore a 2 anni o se ricorre la circostanza attenuante di cui all’art. 323-bis, c. 1, c.p....