La parola ha la stupenda capacità di rievocare fatti, immagini, emozioni. I nomi rivelano l’essenza o alcune qualità della cosa denominata.
La lettera di assunzione, nel nome, non è sempre evocativa della complessità delle sottese regole del rapporto di lavoro. Molto meglio sarebbe sempre denominarla “contratto individuale di lavoro” per dar modo, alle parti coinvolte, di comprendere la delicatezza, la profondità dei risvolti contenuti nel contratto e soprattutto delle informazioni esso contenute.
La direttiva (UE) 2019/1152 del Parlamento e del Consiglio Europeo detta disposizioni finalizzate alla promozione di un’occupazione più sicura e prevedibile garantendo l’adattabilità del mercato del lavoro rafforzando le condizioni di vita e di lavoro. Nello specifico, la direttiva si propone di migliorare, tra le altre, l’accesso dei lavoratori alle informazioni concernenti le loro condizioni di lavoro.
Al fine di dare attuazione alla richiamata direttiva il Governo ha redatto uno schema di decreto legislativo, sottoponendolo al parere delle 2 Camere, che novella il D. Lgs. 152/1997, aggiornando così gli obblighi di informazione gravanti sui datori di lavoro. Più nel dettaglio lo schema di decreto legislativo interviene per definire i contenuti e le modalità di informazione al lavoratore delle condizioni contrattuali applicate o applicabili.
Il testo licenziato dal...