RICERCA ARTICOLI
Società 10 Agosto 2020

I “sentieri interrotti” della responsabilità sociale d’impresa

Nella maggior parte delle correnti di pensiero l’attrazione di un essere umano verso un fattore esterno rappresenta il nucleo del vivere sociale, in quanto motore di relazione e di crescita

Da Platone in poi la filosofia ha determinato il desiderio umano come semplice ricerca di una parte perduta di sé, con la conseguenza più o meno diretta di instaurare un collegamento col passato tale da rendere familiare la ricerca di quanto perduto e, con essa, la stessa tensione affettiva verso il “desiderato”. Alla stregua di un normale bisogno, quindi, il desiderio di proiezione della propria realtà verso l’esterno risulterebbe provvisto di una sorta di complemento naturale che lo soddisferebbe in modo compiuto e definitivo, e ciò rappresenterebbe un concetto estendibile a tutte le sfere dell’esistenza (compresa quella imprenditoriale). Dal punto di vista temporale l’esistenza dell’uomo in genere vive di un necessario inquadramento pluridimensionale, in grado di collocare il presente con una base sul passato ed una tensione verso il futuro. La relazione esterna, in quanto confronto e crescita, diviene sistema di controllo di ogni soggetto, che acquisisce coscienza. Con questa logica, è più facile concepire la vera finalità dell’esistenza come “essere nel mondo”, anziché come “avventura isolata”. Essere nel mondo significa quindi per l’individuo assumere il contesto in cui agisce come orizzonte della propria progettualità e mettersi, di conseguenza, in relazione con l’esterno per effettuare i necessari collegamenti tra passato e...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.