L’intelligenza artificiale entra in modo strutturale nei controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi e lo fa con un obiettivo dichiarato: rendere più efficace la selezione delle posizioni da verificare ai sensi dell’art. 36-ter D.P.R. 600/1973. Il passaggio è contenuto nel Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028 pubblicato il 5.02.2026 sul portale istituzionale dell’Agenzia delle Entrate, documento che, nella sostanza, segna un cambio di passo nella fase preliminare dell’attività di controllo. Non si tratta di un ampliamento indiscriminato delle verifiche, ma di una diversa logica di selezione. Gli algoritmi di machine learning opereranno a monte del procedimento, incrociando le informazioni dichiarate dai contribuenti con i dati già presenti nelle banche dati dell’Amministrazione Finanziaria, così da intercettare scostamenti rilevanti e attribuire un indice di rischio alle singole posizioni. In questo schema, l’intelligenza artificiale non sostituisce l’Ufficio, ma ne orienta l’azione, indirizzando le risorse verso le dichiarazioni con maggiore probabilità di errore o irregolarità.Il cuore dell’analisi riguarda soprattutto detrazioni e deduzioni, cioè quelle voci che trovano riscontro nei flussi informativi trasmessi da soggetti terzi: enti previdenziali, compagnie assicurative, istituti di credito, strutture sanitarie e, più in generale, tutti gli operatori coinvolti nella costruzione della dichiarazione precompilata. È su...