RICERCA ARTICOLI
Diritto 10 Gennaio 2023

Il beneficio d’escussione può essere fatto valere contro la cartella

Per la Corte di Cassazione (sent. 25750/2022), è ammissibile l’impugnazione di una cartella di pagamento, emessa nei confronti di un socio al fine di far valere l’eccezione del beneficio d’escussione.

In accoglimento del ricorso di socia di una Sas, la Commissione tributaria provinciale aveva annullato una cartella di pagamento, emessa nei confronti della socia, a seguito di iscrizione a ruolo per debiti sociali, ovvero portati da un avviso di accertamento emesso nei confronti della predetta società. Contro la sentenza della C.T.R. che aveva confermato la sentenza di primo grado, l’Agenzia delle Entrate aveva proposto ricorso per Cassazione, rilevando che il beneficio di escussione e la limitazione di responsabilità nei limiti della quota rilevano nella fase esecutiva, ma non è impedito al creditore di precostituirsi un titolo nei confronti del socio per poter iscrivere ipoteca giudiziale sugli immobili di questo e poter agire esecutivamente senza indugi una volta che il patrimonio sociale risulti incapiente. La Corte di Cassazione nel rigettare il ricorso (sent. 25750/2022) ha chiarito che l'orientamento giurisprudenziale richiamato dall’Agenzia delle Entrate è stato ormai superato dalla giurisprudenza più recente che assimila la cartella di pagamento all'atto di precetto, in quanto atto prodromico all'esecuzione forzata. Da ciò consegue la possibilità di opporre il beneficium excussionis sin dalla notifica della cartella stessa: «l'iscrizione a ruolo avvenuta in violazione del "beneficium excussionis", conformando l'attività di riscossione, è illegittima e...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.