Il collaboratore parlamentare, meglio identificato come il “portaborse” del politico, svolge una serie di attività a favore del deputato o del senatore seguendolo come un'ombra all'interno dei palazzi della politica.
Si può occupare di cose semplici come della gestione dell'agenda degli impegni parlamentari, dei servizi di segreteria, delle relazioni istituzionali con i vari Enti pubblici e privati, delle interlocuzioni con gli uffici del Parlamento, ma può essere chiamato a svolgere delle mansioni anche molto più complesse.
In effetti il collaboratore può anche occuparsi dell'elaborazione e della redazione degli atti parlamentari tipici afferenti all'attività legislativa, degli atti di sindacato ispettivo, delle analisi e del monitoraggio delle attività inerenti ai lavori dell'Assemblea e delle Commissioni parlamentari.
Alcuni collaboratori possono svolgere anche attività giornalistica come la redazione di comunicati stampa, la gestione degli strumenti di comunicazione politica su web e social media.
Trattandosi di un manipolo di poche centinaia di lavoratori, non hanno trovato nel tempo il riconoscimento formale che ne stabiliva regole per l'accesso, diritti e doveri, come previsto al Parlamento europeo con una specifica disciplina entrata in vigore già dal 2009.
Molti di questi collaboratori regolano il rapporto con il parlamentare attraverso contratti di prestazione...