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Diritto 27 Luglio 2020

Il condominio non può imporre lavori nelle singole proprietà esclusive

Nell'ambito degli interventi straordinari, possibilità negata anche se finalizzati ad ammodernare l'impianto elettrico, a meno di un'accettazione esplicita dei singoli proprietari esclusivi.

La Cassazione civile, sez. II, con la sentenza 8.07.2020, n. 14300, ribadisce il pacifico orientamento a tenor del quale l'assemblea condominiale ben può deliberare la nomina di una commissione di condomini deputata ad assumere determinazioni di competenza assembleare, a condizione tuttavia che le determinazioni della commissione, affinché siano vincolanti ai sensi dell’art. 1137, c. 1 C.C., pur per i dissenzienti, siano poi approvate con le maggioranze prescritte dall'assemblea, le cui funzioni dunque non sono suscettibili di delega. Nel caso in esame, correttamente, alla determinazione della commissione ristretta si sono sovrapposte le deliberazioni dell'assemblea condominiale, ossia dell'organo inderogabilmente competente. Inoltre, la Cassazione, nella sentenza in esame, ha precisato che è innegabile che l'adeguamento dell'impianto elettrico condominiale costituisca intervento urgente di straordinaria manutenzione. In questo modo, a nulla rileva che i relativi lavori non fossero stati preventivamente deliberati dall'assemblea condominiale. Soccorre infatti il disposto dell'art. 1135 C.C., secondo cui l'amministratore non può ordinare lavori di manutenzione straordinaria, salvo che rivestano carattere urgente, ma in questo caso deve riferirne alla prima assemblea. È evidente che, in tema di condominio di edifici, i poteri dell'assemblea non possano invadere la sfera di proprietà dei...

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