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Diritto
26 Luglio 2022
Il contrasto alle frodi nelle erogazioni pubbliche
L’Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte di Cassazione chiarisce il funzionamento degli strumenti per contrastare le frodi nelle erogazioni pubbliche.
Con la Relazione 7.06.2022, n. 31 l’Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte di Cassazione fornisce chiarimenti sulla maggiore incisività degli strumenti di deterrenza per contrastare le frodi nelle erogazioni pubbliche, introdotti dall’art. 28-bis D.L. 4/2022 (c.d. Decreto Sostegni-ter), convertito con modifiche dalla L. 25/2022, a cura del quale sono state apportate importanti modifiche alle rubriche e ai testi degli articoli del codice penale: 240-bis “Confisca in casi particolari”, 316-bis “Malversazione di erogazioni pubbliche”, 316-ter “Indebita percezione di erogazioni pubbliche” e 640-bis “Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”.
L’articolato documento fa il punto su ciascuna di dette fattispecie, con specifici richiami sia agli interventi dottrinali che agli orientamenti giurisprudenziali di legittimità, entrambi succedutesi nel tempo.
Le frodi in tema di risorse pubbliche vanno distinte in due macrocategorie, quelle realizzate al momento dell’erogazione delle risorse e quelle intervenute nella fase di impiego delle stesse.
Soffermandosi sulla novellata fattispecie dell’art. 316-bis, con questa sono perseguite le condotte successive all’ottenimento delle pubbliche risorse eludendone il vincolo di destinazione, ossia un loro utilizzo deviato rispetto a quello per il quale sono state erogate.
La Relazione in commento propone una disamina...