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Lavoro 21 Novembre 2019

Il datore di lavoro risponde per il macchinario non sicuro

Obbligo di valutare i rischi e verificare la rispondenza degli strumenti in uso ai dispositivi di legge: la marcatura CE non è di per sé sufficiente a garantire l'esonero di responsabilità in caso di infortunio del lavoratore.

La sentenza della Cassazione penale 30.10.2019, n. 44168 ribadisce un tema cruciale e dibattuto, che riguarda l'obbligo per il datore di lavoro di assicurare la conformità dei macchinari ai requisiti di sicurezza, senza fare troppo affidamento sulla presenza della marcatura CE o sulla competenza tecnica e notorietà del costruttore. Il fatto riguarda l'infortunio di un lavoratore che, addetto a una macchina utilizzata per l'estrusione della pasta, rimuovendo un carter di protezione privo di dispositivo di sicurezza per estrarre un residuo d'impasto è entrato a contatto con parti in movimento e ha riportato la sub-amputazione di un dito. Il responsabile legale è stato condannato per il reato di lesioni colpose gravi, pronuncia che ha trovato conferma in appello. I giudici non hanno accolto la tesi difensiva che invocava la presenza di un vizio “occulto” del macchinario, tesi inaccettabile vista la carenza macroscopica. In base alla ricostruzione, sollevando attraverso la maniglia il carter incernierato ma privo di sistema di interblocco, il motore non si arrestava all'apertura ma continuava a funzionare. È stata inoltre rilevata la mancanza di un pulsante d'emergenza in prossimità, come di cartelli o pittogrammi in grado di allertare sul possibile pericolo. L'operatore anche a carter chiuso era poi in grado di infilare le dita lateralmente e venire così a contatto con parti meccaniche in...

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