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Lavoro 04 Luglio 2023

Il decreto Lavoro è legge

Il D.L. 48/2023 contenente misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro è stato convertito in legge. Approvato prima dal Senato, nella serata del 27.06.2023 ha incassato la definitiva fiducia anche alla Camera.

Durante l’iter di conversione il testo del D.L. 48/2023 ha subito alcune modifiche rispetto all’originario atto licenziato in data 1.05 dal Consiglio dei ministri. In particolare, il decreto è stato emendato con riferimento all’estensione dell’assegno di inclusione, al rinnovo dei contratti a termine, alle assunzioni in somministrazione e all’utilizzo dei voucher. Il reddito di cittadinanza viene di fatto abolito e sostituito, dal 1.01.2024, dall’Assegno di inclusione. La nuova misura interesserà i nuclei familiari con disabili, minori, over 60 e, a seguito degli emendamenti approvati in Senato, anche i componenti svantaggiati inseriti in programmi di cura e assistenza certificati dalla Pubblica Amministrazione. I contratti a termine come disegnati dal decreto Dignità (D.Lgs. 81/2015) non esistono più. Il Decreto Lavoro introduce infatti nuove causali e ad esse bisognerà far riferimento per prorogare o rinnovare un contratto a tempo determinato oltre i primi 12 mesi. Con la miniriforma le ragioni che possono giustificare il proseguimento di un contratto a tempo determinato oltre i 12 mesi “a causali” sono sostanzialmente 3. Il proseguimento potrà essere previsto dai contratti collettivi sia di livello nazionale che aziendale e quando i contratti collettivi non trattano la materia si apre la possibilità di stipulare patti individuali per il proseguimento dei rapporti a...

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