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Diritto 06 Agosto 2019

Il dies a quo nell'azione revocatoria fallimentare


La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10104/2019, si è pronunciata sul tema del dies a quo per esperire l'azione revocatoria fallimentare, ai fini dell'individuazione del periodo sospetto. Il tenore letterale della norma in commento, rileva la Corte, è chiaro nel sancire la revocabilità delle ipoteche giudiziali costituite entro 6 mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento. Secondo, invece, l'art. 16, c. 2 L.F. la sentenza (dichiarativa del fallimento) produce i suoi effetti dalla data di pubblicazione, mentre gli effetti nei riguardi dei terzi si producono dalla data d'iscrizione della sentenza nel Registro delle Imprese. L'art. 67 L.F., che prescinde dallo stato soggettivo delle parti (di buona o mala fede), regola un profilo speciale, cioè, la decorrenza del periodo sospetto, che viene fissata dalla data di pubblicazione della sentenza. Tutti i restanti effetti determinati dalla sentenza dichiarativa di fallimento, per i terzi, decorrono dall'iscrizione della stessa nel Registro delle Imprese, che produce l'effetto di conoscibilità legale a tutela, questa volta della buona fede degli stessi terzi, che potrebbero rimanere pregiudicati dall'aver intrattenuto rapporti con il fallito nel periodo intercorrente fra il deposito della sentenza in cancelleria e l'iscrizione della medesima nel Registro delle Imprese. Ciò, è quanto emerge anche dai precedenti giurisprudenziali della...

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